Presentazione


Natura 2000 Nell'Arco Latino
Introduzione, impegno, territorio e finanziamento. Una visione mediterranea dall'ambito locale

La Commissione Spazi Naturali Protetti (ENP) dell'Associazione Arco Latino 3 ha convenuto, nel suo Programma di Lavoro 2006 - 2007, di aprire, in seno all'Associazione il dibattito sul processo di introduzione e sviluppo della Rete Ecologica Europea Natura 2000 (Rete Natura 2000) nei territorio del proprio ambito, seguendo la raccomandazione che si evince dal Piano Strategico approvato dall'Associazione nel 2004. A tal fine, nei giorni 26 e 27 ottobre 2006 è stato convocato a Barcellona un Seminario specifico al quale è stata invitata a partecipare una rosa di eminenti esperti e rappresentanti di amministrazioni coinvolte nella gestione degli Spazi Naturali Protetti, gestori diretti di questi spazi, ricercatori universitari ed organizzazioni non governative (ONG). L'organizzazione si è avvalsa della preziosa collaborazione delle associazioni IUCN, FEDERPARCHI, EUROPARC Espanya, LEGAMBIENTE e FEDENATUR, alle quali è stata affidata la segreteria tecnica dell'incontro.

In totale, si sono riuniti nelle Drassanes (cantieri navali) di Barcellona 92 partecipanti provenienti da Italia, Francia e Spagna che, in riunioni consecutive, hanno discusso e presentato proposte su cinque blocchi tematici suggeriti dall'organizzazione: processo di introduzione della Rete Natura 2000 nell'area mediterranea; misure e impegni di conservazione in aree mediterranee protette Rete Natura 2000; finanziamento e sviluppo della Rete Natura 2000; partecipazioni territoriali di Rete Natura 2000 e valutazione delle particolarità mediterranee: esigenze economiche, sociali e culturali.

Più avanti si presentano le 40 principali conclusioni del seminario, classificate in base ai cinque blocchi indicati. Queste conclusioni, adottate dall'Assemblea generale dell'Arco Latino riunitasi lo scorso 23 gennaio 2007 nella città di Nuoro, saranno inoltrate alla Commissione Europea, al Parlamento Europeo e alle principali entità ed associazioni del nostro ambito interessate direttamente al processo Rete Natura 2000. L'intenzione è che siano un riflesso fedele delle opinioni condivise dai partecipanti al seminario e che, comunque, rispondano all'obiettivo principale dell'incontro, vale a dire la formulazione di una prima visione mediterranea di Rete Natura 2000 a partire da un'ottica locale.

Una sintesi di queste conclusioni indicherebbe i seguenti cinque aspetti prioritari:

  1. Rete Natura 2000 comprende una parte sostanziale del territorio europeo e in particolare dell'ambito di Arco Latino, ed ha quindi una grande influenza sul futuro di quest'ultimo. La sua introduzione e il suo sviluppo presentano, tutt'oggi, un bilancio complesso: tra gli aspetti positivi, un approfondimento della consapevolezza europea della necessità di una visione ampia e strutturale di conservazione del territorio e del paesaggio, ed un riconasamento del suo effetto sulla vita, la salute e sulle opportunità delle persone; un orientamento verso modelli di sviluppo territoriale più sostenibili e potenzialmente produttivi a medio e lungo termine. Tra gli aspetti negativi, lentezza del processo, che riflette una debole volontà politica di completarlo; immagine non favorevole in importanti settori interessati; incertezze significative sulle caratteristiche concrete del suo sviluppo e scarsa partecipazione sociale ed istituzionale fino ad oggi.
  2. Occorre, da parte del mondo locale, una maggiore adesione al processo che dev'essere favorita in primo luogo dalla Commissione Europea ed anche dalle amministrazioni generali degli Stati membri. La Rete Natura 2000 può essere una grande occasione per reindirizzare la politica territoriale ed ambientale europea e per far sì che l'insieme delle amministrazioni e comunità locali svolgano molto più intensamente il loro ruolo decisivo per un'applicazione efficace della Rete Natura 2000, per la difesa del territorio e per lo sradicamento di pratiche abusive di trasformazione urbanistica, particolarmente evidenti nelle zone costiere.
  3. La gestione dei luoghi Rete Natura 2000 richiede una maggiore capacità di intervento, per quanto riguarda sia le risorse economiche ed umane sia quelle strumentali, soprattutto in quegli spazi che finora non hanno avuto nessuno status giuridico di protezione e, di conseguenza, scarsi contributi di risorse. In senso contrario, i numerosi esempi di Spazi Naturali Protetti gestiti attualmente con efficacia sono una fonte di esperienza e buone prassi che Rete Natura 2000 deve integrare con risolutezza. Occorre notare che, in questo momento, i maggiori ostacoli sono la confusione e l'incertezza sull'eventuale finanziamento supplementare da parte dell'UE. Sebbene si debbano accettare le priorità stabilite per richiedere il finanziamento europeo, il quadro strategico generale per i fondi strutturali 2007 - 2013 non riflette l'importanza che l'Europa vuol dare ai siti Rete Natura 2000, e non solo sono insufficienti gli strumenti specifici previsti attualmente, ma si ritiene anche necessario che la Commissione Europea ristrutturi i programmi Life - Nature e Life- Environment, che si consolidi velocemente il Life+ e si creino meccanismi che consentano di scongelare i fondi della PAC che contribuiscono ai fondi Feder.
  4. La Rete Natura 2000 è un'opportunità strategica per i paesi mediterranei, ma bisogna argomentare, concretizzare e diffondere quest'idea molto più intensamente. Occorre dare impulso ad un ampio processo partecipativo, volto a trovare il consenso sull'utilità di conservare e potenziare i siti Rete Natura 2000 e sui vantaggi socioeconomici di qualsiasi tipo, compresa la creazione di nuove attività e posti di lavoro, che la Rete Natura 2000 può contribuire a promuovere. Solo così si potrà articolare la concertazione degli agenti coinvolti per giungere ad un ampio patto sociale a favore dello sviluppo della Rete. È indispensabile anche superare in modo partecipato la visione settoriale del territorio che ostacola le politiche integrali, e creare un linguaggio integrate che favorisca l'interrelazione e l'intreccio delle politiche ambientali, economiche, urbanistiche e sociali.
  5. La sinergia fra diversità biologica, diversità paesaggistica ed attività umana ha definito il Mediterraneo nel corso dei secoli. In particolare, l'agricoltura e l'allevamento hanno sempre svolto un ruolo fondamentale nell'equilibrio e nella strutturazione del mosaico territoriale che, fra l'altro, ha consentito l'adattamento ai disastri naturali propri del Mediterraneo (incendi, piene, ecc.). Il settore agricolo e il settore ambientale sono strettamente intrecciati. Da alcuni anni si sono integrati appieno altri settori emergenti come il turismo che, nella sua dimensione sostenibile, ha un notevole potenziale e deve contribuire efficacemente allo sviluppo economico della popolazione locale degli spazi naturali. È un orizzonte di futuro anche la valorizzazione economica di servizi specificamente ambientali, oggi considerati praticamente di libera disposizione (produzione di energia rinnovabile, ricarica delle falde acquifere, conservazione della biodiversità). In sintesi, è prioritario che la Rete Natura 2000 si integri nei programmi di sviluppo rurale e li promuova. Uno strumento interessante è la formulazione di Piani di sviluppo rurale sostenibile con la partecipazione di tutti i settori.

Notes

3  L'Associazione è costituita da 65 soci, tutte amministrazioni locali sovracomunali dell'arco mediterraneo: Province italiane, Conseils genéréaux francesi e Diputaciones e Consejos insulares spagnole, e si propone, essenzialmente, la difesa degli interessi territoriali e strategici a livello europeo.

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Mapa del Montseny