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Il Parco del Garraf e il Parco di Olèrdola


Il Parco del Garraf e il Parco di Olèrdola formano la contrafforte sud-ovest della cosiddetta Sierra Litorale Catalana, a cavallo tra le regioni del Baix Llobregat, l´Alt Penedès e il Garraf. I suoi confini sono, in termini generali, la valle inferiore del fiume Llobregat, il mar Mediterraneo e la depressione del Penedès. Assieme raggiungono un totale di 12.984 ettari (12.376 ha il Garraf e 608 ha Olèrdola).
 
I due parchi formano un paesaggio eminentemente roccioso e incolto, caratterizzato dalla pietra calcarea, con numerose cavità sotterranee, doline e scannellature. Malgrado ciò, il Garraf presenta un piccolo fianco di gres rossicci, nell´estremità orientale del parco, e una zona pianeggiante, occupata da vigneti, che circonda Olèrdola. Le cime più alte sono la Morella (594 m) e il Rascler (572 m), nel caso del Garraf, e il Puig de l´Àliga (465 m), nella piattaforma rocciosa centrale che contraddistingue Olèrdola. Questi due spazi sono protetti legalmente da piani speciali di protezione promossi dal Consiglio Provinciale di Barcellona e approvati definitivamente dalla Generalitat della Catalogna nel 1986, (quello del Garraf) e nel 1992 (quello di Olèrdola). Gli ampliamenti di tutti e due i parchi hanno permesso a entrambi gli spazi di essere collegati tra di loro, sebbene lo facessero già attraverso il vicino Parco del Foix.
 
Il Consiglio Provinciale di Barcellona gestisce questi due spazi protetti in collaborazione con gli undici comuni che ne fanno parte e con la partecipazione di vari settori coinvolti. Da gennaio 2002, il Parco del Garraf è gemellato con il Parco Naturale della Maremma, in Toscana.

L'ambiente físico


Il paesaggio che si può contemplare nei parchi del Garraf e dell´Olèrdola presenta un aspetto arido, dai rilievi bassi e cime arrotondate, valli profonde e versanti inclinati, e pareti rocciose di colore grigio biancastro. La pietra calcarea, che compone la quasi totalità di entrambi i massicci, a contatto con l'acqua e l´aria, ha dato vita, mediante fenomeni di dissoluzione, alla formazione dei cosiddetti processi carsici, vale a dire, grotte, pozzi, doline e scannellature. Ben diversa è la zona d´Eramprunyà, caratterizzata da gres e agglomerati dai colori rossicci, che ostituiscono un paesaggio alquanto scosceso. La vicinanza alla costa determina un clima tipicamente mediterraneo: piogge scarse ma torrenziali in primavera e in autunno, e temperature medie; inverni temperati ed estati calde e asciutte. Sia il paesaggio del Parco di Olèrdola che quello del Parco del Garraf si caratterizzano per il loro marcato carattere mediterraneo e in quanto testimoni di un lungo rapporto tra l´uomo e l'ambiente.

La vegetazione


L'accentuata siccità estiva e la bassa capacità di ritenzione idrica dei terreni calcarei condizionano lo sviluppo della vegetazione, caratterizzata da fitti cespugli, alti circa da uno a tre metri, dove predominano la quercia spinosa e il lentisco e dove crescono la palma nana, il saracchio ed altre specie di provenienza africana.
 
Più verso l´interno, il paesaggio è formato da aree di lecceti e pinete di pino bianco, la maggior parte delle quali sono state colpite dagli incendi forestali e si trovano attualmente in fase di rigenerazione.
 
Nei fondi o valli chiuse, troviamo la vegetazione tipica del lecceto: il leccio, il bosso, la robbia, il caprifoglio o il viburno.

La fauna


Le dure condizioni ambientali (forte insolazione, mancanza d´acqua, scarsa vegetazione e ilievo molto scosceso) hanno influito molto nella selezione delle specie che vi si sono stabilite e, pertanto, hanno conferito un certo interesse all´originale fauna che vive nella zona. Vi troviamo, quindi, il colubro lacertino, il colubro ferro di cavallo, la monachella nera, la monachella isabellina, il passero solitario, la faina e il tasso.
 
Ultimamente, è stata introdotta la tartaruga mediterranea. Gli stagni costituiscono dei punti chiave per la vita di molte specie, soprattutto per quelle dove l´acqua è legata indissolubilmente al loro ciclo vitale, come gli anfibi e molti invertebrati.
 
Il grande sviluppo del sistema carsico ha favorito la presenza di animali cavernicoli, alcuni dei quali sono specie uniche al mondo.

L'insediamento umano


Nonostante l'immagine solitaria e spopolata che offrono attualmente i due massicci del Garraf e dell'Olèrdola, nel corso degli anni sono stati oggetto di uno sfruttamento intenso e svariato da parte dell´uomo.
 
Nel Garraf, le dure condizioni imposte dall'ambiente fisico non hanno permesso la costruzione di grandi monumenti. I resti dei castelli d'Eramprunyà e Olivella illustrano il periodo delle guerre di frontiera contro i saraceni. All'interno di questo stesso contesto, ma posteriori, troviamo le torri del settore costiero, isolate o addossate ad alcune masserie, che stanno a testimoniare il pericolo permanente proveniente dal mare. Un buon esempio di arte romanica nella zona è dato dalla piccola chiesa d'Olivella.
 
Ciò nonostante, l'architettura delle masserie e delle attività agrarie legate spesso allo sfruttamento della vigna (can Marcer, mas Quadrell o can Grau) o delle cascine legate all'allevamento della capra (mas Maiol, el Carxol o Vallgrassa) è la più rappresentativa del Garraf. Spesso, queste masserie si raggruppano in piccoli nuclei di tre o quattro unità, come Campdàsens o els Masets, o il caso di Jafra dove assumono la dimensione di un vero e proprio paesino, oggi abbandonato. Un altro degli elementi caratteristici di questa attività costruttiva sono gli innumerevoli muretti di pietra a secco, gli addiacci e le piccole capanne in pietra secca.
 
Tra gli elementi di questo patrimonio edificato, occorre risaltarne quattro, particolarmente significativi: le cantine Güell e La Pleta, opere dell'architetto modernista Berenguer; l'ospedale di Olesa de Bonesvalls, uno degli esempi meglio conservati dell'architettura ospedaliera medievale, e il singolare complesso del palazzo di Plana Novella, proprio in mezzo al Garraf.
 
Bisogna attendere il XVIII sec. per assistere a un notevole aumento della popolazione, accompagnato da una grande espansione della coltura delle viti e del grano. La piaga della filossera, che ebbe inizio verso il 1850, stroncò definitivamente la vasta attività agricola del Garraf, che persiste però a Olèrdola, con la presenza significativa di vigneti e colture seccagne, che occupano una parte dei terreni pianeggianti delle valli.
 
Il Garraf è uno spazio dove sono proliferate varie attività (cave, campi di tiro a segno, discariche di rifiuti, ecc.) che hanno avuto un forte impatto incrementatosi a causa degli incendi forestali.

Il complesso monumentale di Olèrdola


La montagna di Olèrdola costituisce una torre di vedetta naturale tra la pianura del Penedès e la costa, e tra il nord e il sud della Catalogna. D'altro canto, gli trapiombi che la circondano la trasformano in un luogo ideale per cercare protezione in periodi di instabilità. Non deve sorprendere che l´enclave sia stata utilizzata come fortezza sin dall´epoca preistorica fino al Medioevo, con lunghi periodi di abbandono nei momenti in cui l'occupazione della pianura non presentava alcun rischio.
 
Il nucleo centrale di Olèrdola e l'ambiente circostante sono popolati dall'età del bronzo antico. Nelle piccole valli periferiche sono stati ritrovati dei dipinti rupestri, ceramiche e utensili litici di selce. Nella valle d'Olèrdola, oggi conosciuta come fondo de La Seguera, si trovano alcuni dei resti più interessanti dei primi abitanti di queste terre. Diverse caverne e grotte scavate nei dirupi che proteggono la valle furono utilizzate per la costruzione di abitazioni rustiche.
 
È a partire dall'inizio dell´età del ferro che la piattaforma olerdolana presenta un habitat stabile e organizzato dal punto di vista urbanistico. La prima fortificazione conosciuta viene costruita tra l´VIII e il VII secolo a.C. Sin d´allora, con periodi di occupazione e abbandono, vi si sono succedute diverse civiltà.
 
Durante i secoli che vanno dal IV al II a.C. vi si insedia la popolazione iberica dei cossetani, che sfrutta la muraglia già esistente.
 
Alla fine del II secolo a.C. i romani collocano a Olèrdola un distaccamento militare. Erigono una grande muraglia e una torre di vedetta nella parte più alta per controllare il territorio e la Via Eraclea –la successiva Via Augusta. Oggi si riscontrano notevoli differenze tra la parte inferiore della muraglia, di epoca romana e con circa 3 m di altezza, e la parte superiore, di epoca medievale. Di epoca romana è pure la grande cisterna o aljub centrale. Una volta raggiunta la pacificazione dei popoli iberici, la presenza della guarnizione romana non è più necessaria e il luogo viene abbandonato.
 
Un millennio più tardi, in epoca medievale e a partire dal IX secolo, Olèrdola ricopre nuovamente un ruolo di spicco nel controllo e il ripopolamento dei territori della Catalogna meridionale. Il primo documento dove viene citato il nome di Olèrdola risale all´anno 950. In questi anni emerge la figura di Mir Geribert, principe di Olèrdola, che arrivò a scontrarsi con il conte di Barcellona, Ramon Berenguer I (1040-1059).
 
In questo periodo Olèrdola era un punto avanzato nella frontiera del territorio cristiano. Rimangono pochi resti delle abitazioni dell´epoca: diverse aperture praticate nella roccia e silos o depositi sotterranei per conservare il grano.
 
Per ciò che riguarda le costruzioni in pietra, la muraglia romana fu rifatta e sono state costruiti la chiesa e il castello. La prima chiesa, in stile preromanico, fu consacrata nel 935 e fu dedicata all´arcangelo guerriero san Michele e a san Pietro. Nel 992 fu eretta una nuova chiesa in stile romanico, accanto a quella anteriore. Il castello, addossato sulla torre di vedetta romana, è un edificio ampio, con un´unica navata, come corrisponde a queste costruzioni del X e del XI secolo. Nel 1108 fu raso al suolo dall´invasione degli almoravidi.
 
Vicino alla chiesa di San Michele e fuori dal recinto murato, nel pianoro dels Albats, si possono osservare diverse tombe di forma umana scavate nella roccia. Il toponimo rispecchia l´abbondanza di sepolture di neonati (albats) dell'epoca alta-medievale, nonostante vi siano anche tombe di adulti e di bambini.
 
L'avanzamento della frontiera verso sud e la pacificazione del territorio provocarono, a partire dal XII secolo, la decadenza di Olèrdola. Lo spostamento progressivo della popolazione verso terre più basse comportò il definitivo abbandono tra i secoli XIII e XIV, con occupazioni sporadiche in momenti di instabilità.

Attività nei parchi


Il Parco del Garraf e il Parco d'Olèrdola offrono ai propri visitatori tutta una rete di infrastrutture e servizi d'uso pubblico creati per soddisfare le esigenze di coloro che vogliono visitare e conoscere a fondo quest'interessante patrimonio naturale e culturale.
 
Una rete che offre un'ampia gamma di centri d'informazione, infrastrutture e programmi legati all'archeologia, alla pedagogia, alla storia, all'arte, all'astronomia e alla gastronomia; questi sono inoltre complementati da una serie di mostre, audiovisivi, workshop, corsi, conferenze e soggiorni ambientali, integrati soprattutto nel del programma "Viu el Parc" (Vivi il Parco) e nella programmazione annuale organizzata da ogni struttura.
 
Quest'ampia offerta per il tempo libero comprende anche una serie di passeggiate su sentieri segnati (a lungo e breve percorso), itinerari guidati per il fine settimana e itinerari adattati ai disabili. In aggiunta, entrambi i parchi dispongono di infrastrutture e programmi pedagogici diretti a scuole e entità ("Coneguem els nostres parcs", conosciamo i nostri parchi) e a quelle persone che desiderano collaborare in azioni di volontariato (tramite il circolo Cercle d'Amics dels Parcs Naturals).
 
Queste informazioni, più concrete e aggiornate, si possono trovare nel programma di attività consultabile su Internet.

Itinerari


Tutta l'informazione sui nostri itinerari la troverete a Itinerari.

Informazioni


Ufficio del Parco del Garraf e Parco di Olèrdola. La Pleta
Ctra. de Rat Penat a Plana Novella, km 3,5
08870 Sitges
Tel. +34 935 971 819
Fax +34 935 970 887
E-mail: p.garraf@diba.cat
Orario: tutti i giorni della settimana, dalle 10 alle 15 Negozio: fine settimana e festivi

Come arrivare al parco


Infrastrutture e servizi


Raccomandazioni


  • Rispettate le attività agricole, forestali e di allevamento, in quanto sono il mezzo di sussistenza per molti abitanti del parco.
  • Utilizzate la rete di piste e sentieri segnati. Non è permesso circolare fuori dalle strade e dalle piste di uso pubblico.
  • Usate il Parco rispettandone sempre la ricchezza naturale e architettonica.
  • Riducete la velocità del vostro veicolo quando circolate su strade sterrate.
  • È proibito accendere fuochi in tutta l'area del Parco.
  • Non gettate rifiuti. Utilizzate gli appositi cestini o i contenitori del Parco o dei paesi vicini.
  • Rispettate la flora.
  • Non è permesso il campeggio libero.
  • Non fate rumori innecessari. Rispettate la tranquillità del luogo, soprattutto nelle aree di nidificazione.
  • Non abbandonate animali da compagnia. Non prendete nessun animale.
  • Le attività di caccia sono regolate.

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Mapa del parque

Mapa de olerdola